E-commerce in Italia ed in Europa nel 2015

Considerazioni sulla base del Rapporto Eurostat 2015
E-commerce European shares

E-commerce in Italia ed in Europa nel 2015

Com’è lo stato dell’E-commerce in Italia ed in Europa? Secondo il Rapporto Eurostat, in Europa nel 2015 ha fatto acquisti on line 1 persona su 2, in Italia una su 4.

Nell’Unione Europea, nella fascia di popolazione tra i 16 ed i 74 anni, si è affidato all’e-commerce il 53%  dei cittadini, con una crescita costante negli ultimi anni: nel 2007 gli “e-buyer” erano il 30%.

Nell’ultimo anno il 65% dei navigatori su internet ha acquistato on line almeno una volta.

In Italia gli e-buyer rappresentano il 26% della popolazione nella stessa fascia di età.

La gran parte di chi non si affida all’e-commerce è preoccupata per la sicurezza dei dati, per la privacy e per la politica dei resi o non ha sufficiente dimestichezza con la tecnologia.

Entriamo nel dettaglio di questi dati, perché il quadro è molto interessante.

Gli utenti di internet in Italia ed in Europa

E-commerce in Italia

Nel 2015, in Europa, l’81% dei cittadini nella fascia di età tra i 16 ed i 74 anni ha utilizzato internet almeno una volta nell’ultimo anno. Il 79% almeno una volta nell’ultimo trimestre. Il 76% almeno una volta la settimana. Il 67% con una frequenza giornaliera. Il 16% della popolazione non ha mai utilizzato internet.

In Italia i numeri sono leggermente diversi ma i trend sono in linea con quelli europei: il 68% dei cittadini ha utilizzato internet almeno una volta nell’ultimo anno. Il 66% almeno una volta nell’ultimo trimestre. Il 63% almeno una volta la settimana. Il 62% con una frequenza giornaliera. Il 28% della popolazione non ha mai utilizzato internet.

E-commerce in Italia ed in Europa

E-commerce: dati sull'età

Il 65% di chi utilizza internet ha fatto ricorso all’e-commerce almeno una volta negli ultimi 12 mesi. Questa percentuale aumenta del 15% rispetto al 2007. La percentuale di incremento è maggiore nella fascia più giovane di popolazione: 16-24 (24%).

Il dato molto interessante è che la percentuale più importante di e-buyer si trova tra i più giovani: in Europa le fasce di maggior penetrazione (68%) sono quelle 16-24 anni e 35-44. Oltre i 54 anni si scende sensibilmente, pur rimanendo su percentuali superiori al 50% della popolazione.
Va notato che gli utenti meno giovani sono generalmente meno presenti su internet e quindi il valore è coerente.

Questi sono i dati di penetrazione dell’e-commerce in Italia: fascia di età 16-24 anni: 39%25-34: 47%35-44: 41%45-54: 37%55-64: 32%65-74: 25%.

E-commerce: dati di penetrazione

Si nota chiaramente la tendenza alla maggior diffusione del commercio elettronico tra i più giovani, fino ai 34 anni; i valori rimangono su buoni livelli fino ai 44 anni di età, dopodichè iniziano progressivamente a diminuire.

Gli uomini in Europa sono leggermente più propensi agli acquisti on-line rispetto alle donne: 66% contro il 65% dei navigatori.

L’immagine a sinistra consente di visualizzare i dati che abbiamo appena analizzato e fornisce un interessante approfondimento riguardo la penetrazione dell’e-commerce in Europa rispetto ai livelli di scolarizzazione, alla tipologia di impiego ed ai livelli retributivi della popolazione.

Commercio elettronico: dati sugli acquisti

E-commerce: settori merceologici

Dal punto di vista dei settori merceologici, in Europa vengono acquistati tramite e-commerce vestiti ed articoli sportivi (60% rispetto agli e-buyer), seguiti da viaggi e turismo (52%). Al terzo posto troviamo gli articoli domestici ed i giochi (41%), biglietti per eventi (37%), libri e riviste (33%).

In Italia i dati sono leggermente diversi: viaggi e turismo sono al primo posto (42%) seguiti da vestiti ed articoli sportivi (37%), articoli domestici e giochi (26%), libri e riviste (26%), biglietti per eventi (19%).

E’ molto interessante osservare come cambino le abitudini di acquisto on-line a seconda dell’età degli utenti: nella fascia 16-24 prevalgono gli acquisti di vestiti ed articoli sportivi; nella fascia 25-54 gli articoli domestici; la fascia 55-74 i viaggi ed il turismo.

In termini di frequenza di acquisto, nei 3 mesi precedenti al sondaggio, il 39% degli intervistati ha fatto 1 o 2 acquisti; un terzo ha fatto da 3 a 5 acquisti. Il 12% ha fatto più di 10 acquisti.

Per quanto riguarda l’importo medio dell’acquisto on-line, il 40% degli e-buyer ha acquistato beni o servizi nella fascia 100-499€ nei tre mesi precedenti al sondaggio.

Tra gli utenti di internet a maggior scolarizzazione, 8 su 10 hanno acquistato beni o servizi tramite commercio elettronico. La proporzione cresce anche proporzionalmente al crescere del reddito.

E-commerce e soddisfazione dei clienti

Il 70% degli e-buyer dichiara di non aver incontrato problemi con l’e-commerce.

Le ragioni di insoddisfazione sono legate a ritardi nelle consegne (16%), problemi tecnici del sito durante il processo di acquisto o di ordine (8%), acquisti sbagliati o prodotti rovinati (8%), difficoltà nel reperire informazioni, garanzie e altri diritti legali (5%), difficoltà nel presentare reclami o non aver avuto risposta a lamentele (4%), costi di spedizione più alti rispetto a quanto atteso (3%)

Il 30% di chi ha fatto uso dell’e-commerce ha acquistato da fornitori europei.

Chi non si affida all’e-commerce

Tre quarti delle persone che non acquistano on line preferiscono acquistare di persona per poter visionare i prodotti prima dell’acquisto.
Il 27% per mancanza di fiducia su sicurezza e privacy.
Il 19% per preoccupazione sui resi.
Il 18% per mancanza di dimestichezza con la tecnologia necessaria per fare acquisti on-line.
Il 13% non possiede una carta di credito.
Il 6% per timore che la consegna possa essere un problema.

… tutto questo per dire che …

In Italia siamo un po’ più indietro rispetto ai paesi del Nord Europa e quindi abbiamo maggiori margini di miglioramento: lo strumento ha potenzialità di espansione enormi.

I dati che abbiamo appena letto ci confermano il fatto che l’e-commerce a tutti gli effetti non è altro che uno strumento di vendita e, come ogni strumento di vendita, deve focalizzarsi sulla centralità del cliente.

Partiamo dal fondo e cioè dall’analisi di chi non si affida all’e-commerce e dalle ragioni dell’insoddisfazione: abbandoniamo l’idea che l’e-commerce sia una mera piattaforma tecnologica che una volta on-line vende da sola, ma ragioniamo sul fatto che dall’altra parte della tastiera si trova una “persona reale”, che deve essere convinta, assecondata, rassicurata, stupita.
Lavoriamo su tutti i punti critici che abbiamo visto (chiarezza delle informazioni, sicurezza dei dati, privacy, aspetti legali, resi, usabilità del sito, puntualità nelle consegne, ottimizzazione dei ritardi e degli errori) analizziamoli, risolviamoli, abbiniamoli a solide strategie di marketing ed avremo fatto centro!

E’ molto interessante analizzare i dati demografici e le abitudini di consumo delle varie fasce di popolazione, tenendo in considerazione il fatto che i giovani sono un ottimo target, ma che anche i meno giovani lo sono, perchè sono sempre più propensi – giustamente – a penare al proprio tempo libero.

Non dimentichiamoci, infine, che i navigatori si stanno spostando sempre di più verso strumenti “mobili”, quindi è fondamentale che le nostre piattaforme siano “realmente” compatibili con la navigazione su smartphone e tablet.

Se gestisci un e-commerce o ne stai progettando uno, se ti sei reso conto che una volta on-line “non è successo niente” … questi dati ti potranno essere di grande aiuto per avere successo.

Abbiamo 20 anni di esperienza in ambito digitale: se hai piacere di ascoltare il nostro parere per ottimizzare il tuo e-commerce, noi ci siamo!

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