Algoritmo

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L’algoritmo è un metodo matematico, composto appunto da una serie di algoritmi, che i motori di ricerca usano per determinare quanto in alto o in basso debba apparire una pagina nella SERP, la prima schermata che appare all’utente quando cerca qualcosa su internet. In altre parole, si tratta di un insieme di criteri usati dai motori di ricerca per dare a un sito web più o meno rilevanza rispetto a una particolare richiesta dell’utente.

Ogni motore di ricerca si appoggia su algoritmi propri. Il più noto è probabilmente quello di Google, che prende il nome di PageRank. È importante conoscere bene la SEO in relazione all’algoritmo? Ovviamente sì: il nome stesso (search engine optimization ‘ottimizzazione per i motori di ricerca’) sta a significare che si tratta di una strategia da seguire per adattarsi a ciò che richiede l’algoritmo dei motori di ricerca. In altre parole, agire sul proprio sito per renderlo piacevole a Google. Più il tuo sito piacerà all’algoritmo di Google, maggiori possibilità avrai di finire in alto nella SERP. Teniamo presente il fatto che l’algoritmo di Google si basa su oltre 200 fattori di ranking.

 

1.     A cosa serve l’algoritmo di Google?

Quanto diremo qui vale più o meno per gli algoritmi di tutti i motori di ricerca; faremo tuttavia riferimento a quello di Google per amore di semplicità, e perché Google è il motore di ricerca più diffuso nel mondo.

Il fine ultimo del PageRank è quello di facilitare l’accesso alle informazioni pertinenti o, per dirla diversamente, dare agli utenti esattamente la risposta che stavano cercando nel minor tempo e col minor sforzo possibili. E questo non deve sorprendere: nel web esistono milioni di siti che provano a rispondere alle stesse esigenze; Google si dà il compito di classificarli secondo criteri propri.

I criteri per determinare quanto un sito sia più pertinente rispetto a un altro in relazione a una data ricerca sono cambiati nel corso degli anni. Sono diventati sempre più raffinati e sofisticati, tanto che nulla ci impedirebbe di postulare che il PageRank sia oggi uno degli esempi di intelligenza artificiale più avanzati al mondo.

 

2.   A cosa servono gli aggiornamenti dell’algoritmo?

Gli aggiornamenti servono a migliorare i criteri che aiutano a determinare l’importanza delle pagine e per prevenire la cosiddetta Black Hat SEO, ovvero il proliferare di quelle strategie che una volta fatta la legge trovano l’inganno, e che potremmo definire non etiche.

Ad esempio, prima dell’aggiornamento Panda (2011) era possibile apparire in alto fra i risultati di ricerca ricorrendo al fastidioso keyword stuffing, cioè il ripetere un numero eccessivo di volte una stessa keyword all’interno di uno stesso articolo, rendendolo di fatto illeggibile e quindi contenuto non di qualità. Vanno poi elencati almeno:

  • Penguin (2012). Ha posto un freno all’utilizzo di link con bassa o nulla qualità.
  • Hummingbird (2013). Ha facilitato un’interpretazione più naturale delle intenzioni che stanno a monte di ogni ricerca.
  • Pigeon (2014). Ha migliorato la sicurezza delle ricerche.
  • Owl (2017). Identifica quei contenuti subdoli, che sembrano qualitativi ma che non lo sono, come gli articoli copiati, riscritti, offensivi o contenenti fake news.

Questi sono quelli che potremmo definire macroaggiornamenti, ma l’algoritmo di Google è in continua evoluzione; si stima infatti che dei piccoli aggiornamenti vengano introdotti quasi su base quotidiana, fino a toccare le 500 modifiche all’anno. Ciò rende la SEO un campo sempre più sofisticato e interessante da scoprire.

Sinonimi:
PageRank
Tag: Seo
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