Clic

Clic

Definizione di clic

I clic rappresentano gli ingressi in un sito.

 

Cosa sono i clic

I clic sono gli ingressi in un sito internet attraverso il link presente in un altro. 

Clic è il classico gesto che si effettua con il mouse quando si passa sopra un link, attivandolo. E’ una voce onomatopeica che riporta ad un rumore secco e breve.

 

I clic sono l’altra faccia della medaglia rispetto alle impression e decretano il successo di un contenuto su internet: l’obiettivo finale dell’ottimizzazione SEO e di qualsiasi azione di promozione è rappresentato dall’ingresso degli utenti nel sito. Da questo punto di vista, una volta che un contenuto ha generato un’impression, i clic consentono l’ingresso nel sito e generano il traffico organico o a pagamento.
Ti ricordiamo che il rapporto tra le impression ed i clic è il CTR.

 

I click sono uno dei metodi di pagamento delle campagne di advertising. Si parla infatti di campagne CPC (Cost Per Click).

 

I tipi di clic

I clic organici provengono da traffico SEO. 

I clic a pagamento provengono da campagne di advertising. Dal punto di vista delle campagne, i clic possono essere un metodo di pagamento. In questo senso si parla di campagne CPC (Cost Per Click) e si fa riferimento ad un sistema di pricing basato sul costo del singolo clic. 

 

In generale, i clic possono provenire da altri siti internet, da motori di ricerca, da app, dai bookmark, da mail o newsletter, da canali social. In generale da qualsiasi supporto digitale.

 

Consigliamo sempre di monitorare su Google Analytics i canali di provenienza del traffico.

 

Si scrive clic o click?

La risposta breve è che vanno bene entrambe le forme, ma una è preferibile all’altra (o quantomeno più diffusa) a seconda che le utilizziamo come sostantivo o come verbo.

 

Nella risposta lunga ti spieghiamo perché è così.

 

Va innanzitutto detto che, a differenza di quello che potrebbe sembrare, clic non è una parola entrata in italiano nell’era dell’informatica. È presente ad esempio nel Grande Dizionario della Lingua Italiana (pubblicato a partire dal 1961), e il Dizionario De Mauro Online ne attesta la prima apparizione in italiano addirittura nel 1903.

 

Clic/click è un prestito dall’inglese, dove la parola è attestata già dal Cinquecento, e il fatto che in italiano sorgano dubbi su come vada scritta dipende proprio dal suo ingresso “precoce” nella nostra lingua. Essendo già attestata in Italia a inizio Novecento, infatti, clic è entrata in un momento in cui i prestiti venivano puntualmente adattati alla lingua d’arrivo (come nel caso di turismo da tourism e vitamina da vitamin).

 

Google Ngram (che raccoglie i testi presenti in numerosi libri digitalizzati) mostra chiaramente il maggior appeal della forma senza la -k finale per tutto il secolo scorso, con un’impennata prevedibile di entrambe le forme nell’ultimo decennio del Novecento (Figura 1).

 Figura 1. Clic vs. Click dal 1900 al 1999

 

Dal 2000 al 2004, clic ha continuato a essere più scelta rispetto alla concorrente, per poi perdere progressivamente terreno a ridosso dell’inizio dell’era smartphone (Figura 2).

Figura 2. Clic  vs. Click  dal 2000 al 2012

 

E negli ultimi anni? Possiamo ricorrere a un altro strumento, meno affidabile di Ngram ma comunque indicativo: Google Trends.

Figura 3. Clic vs. Click su Google Trends dal 2013 a oggi

 

In Figura 3 vediamo come negli ultimi 7 anni i risultati sembrano essersi invertiti, e click è stata decisamente più cercata di clic, ma questo non vuol dire che sia stata più utilizzata. Finire un maggior numero di volte nella barra di ricerca Google può voler dire tutto e non voleri dire niente da un punto di vista strettamente linguistico. Certo è che oggi se gli utenti italiani devono digitare una delle due forme nel celebre motore di ricerca preferiscono quella con -k finale, e di questo va tenuto conto. Questo fenomeno è chiaramente, a sua volta, un altro specchio dei tempi: se a inizio Novecento i prestiti venivano adattati all’italiano e le “scomode” -k finali venivano soppresse, oggi si tende a mantenerle.

 

Quindi, quando si usa clic? E quando click?

Infine, possiamo controllare quale forma domina nei corpora di italiano scritto. Su iTenTen16, che contiene circa 5 miliardi di parole prese dalle pagine internet in italiano, i dati sono contrastanti. Una ricerca bruta di clic e click mostra la seconda in vantaggio con 99.237 occorrenze contro le 54.429 della prima. Insomma, se un utente italiano deve scegliere se scrivere semplicemente clic o click, nel 64,5% dei casi sceglierà click. I dati si sovvertono quando cerchiamo entrambe le parole usate come verbi (ad esempio: cliccare vs. clickare). In questo caso è clic a fare la parte del leone con oltre 500 mila occorrenze contro le circa 4 mila di click. Quindi, se usate come verbi, cliccare è preferita a clickare nel 99% dei casi.

 

Riassumendo: Clic, inteso come ‘suono che imita il rumore di uno scatto secco, spec. di un congegno metallico’ è presente in italiano già dagli inizi del Novecento nella forma senza la -k finale. Questa, per tutto lo scorso secolo è stata anche la più diffusa in italiano e quindi viene giustamente considerata dai vocabolari come quella ortograficamente corretta.

 

L’avvento delle moderne tecnologie, nonché la tendenza recente dell’italiano a utilizzare prestiti inglesi senza adattarli all’ortografia italiana, ha fatto guadagnare una certa fortuna a click negli ultimi vent’anni, e oggi è proprio questa la forma più utilizzata se presa come sostantivo. Il discorso però cambia quando vogliamo usare il verbo cliccare. In questo caso è la forma senza -k a essere largamente preferita, mentre clickare presenta un numero di occorrenze pressoché irrilevante.

Sinonimi:
Click
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