Coronavirus e imprenditori: come reagiamo?

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Coronavirus e imprenditori: come reagiamo?

In queste settimane non si parla altro che di Coronavirus e delle precauzioni, fondamentali, che tutti dobbiamo prendere per evitare la diffusione del contagio.

C’è un contagio molto diverso ma, dal nostro punto di vista, molto più preoccupante che si sta diffondendo: il senso di impotenza. Siamo tutti impotenti verso una cosa fuori dal nostro controllo e per la quale poco possiamo fare con gli strumenti che abbiamo a disposizione.

Che ci piaccia o no, il Coronavirus ci ha messo di fronte, improvvisamente ad un nuovo mondo. Il ritmo veloce del contagio ci chiama ad un cambiamento altrettanto veloce e serrato. Allo stesso tempo, alcune idee o filosofie di pensiero tanto teorizzate stanno diventando realtà.

Chi intraprende e quindi ha un’attività, una società o è un lavoratore autonomo deve affrontare purtroppo una paura molto grande: il rischio di perdita di lavoro.

Come reagire a questo momento di difficoltà? Fermarsi e razionalizzare è un primo passo. Del resto, piangersi addosso non funziona nemmeno nelle situazioni che possiamo controllare, figuriamoci in quelle fuori dal nostro controllo.

Una nostra cliente, diventata nel tempo cara amica, ci scrive “Ogni giorno una cancellazione. Non ne posso più. Tutto il mio lavoro di anni, tutti i nostri sforzi, i nostri investimenti vanificati da una psicosi collettiva per uno schifoso virus. Sono disperata.”

C-A-L-M-A

 

Come reagire a questo momento

La situazione è difficile ed è inutile nasconderlo. Ma reagire è la cosa migliore che possiamo fare in questo momento. Tutti. Insieme.

Per questo abbiamo deciso di raccogliere 5 idee per farci forza:

 

1 – Gli investimenti non sono vanificati: non è emersa una truffa a nostro carico, è un problema generale, grave – non siamo che all’inizio – ma non è un problema personale, lo stiamo subendo tutti.

2 – Non tutto è perduto: “prima che il cambiamento diventi un’onda che travolga le nostre aziende, troviamo il modo di permettere loro di surfare l’onda come se fossimo nell’oceano australiano. Dai virus dobbiamo imparare a modificarci e ad adeguarci al cambiamento. Almeno qualcosa di buono questi virus ce lo insegnano!” (grazie ad Edoardo Gazzera, RossoRubino).

3 – Ogni problema presenta opportunità: è difficile capirlo quando si è sotto stress, per questo è importante calmarsi e razionalizzare. La parola crisi viene dal greco krísis e significa “scelta, decisione”. Il termine racchiude quindi una sfumatura positiva: ogni momento di crisi può trasformarsi in un’opportunità e in un presupposto per un miglioramento e una rinascita.

4 – Mettiamo in sicurezza le parti vive delle nostre aziende e col tempo che avanza studiamo per capire cosa capiterà ed immaginiamo il mondo del domani: abbiamo l’occasione per approfondire tutte quelle innovazioni che finora avevamo lasciato da parte perché fino a ieri superflue, ma da domani potrebbero diventare indispensabili.
Leggiamo, ragioniamo, apriamo la mente. Avete presente l’articolo del blog che non siete mai riusciti a scrivere? Le storie di Instagram che non siete mai riusciti a creare? Il contratto per i pagamenti digitali? Bene, è il momento giusto!

5 – Facciamo community: aiutiamoci e sosteniamoci a vicenda. Non possiamo incontrarci? Facciamo un live su Facebook o Instagram, incontriamoci su Skype o su Meet. L’importante è la condivisione, non isoliamoci affogando nei nostri problemi. Perché i nostri problemi sono anche quelli di tanti altri. Leggiamo ovunque di professionisti che stanno creando gruppi sui diversi social media per sostenersi e sostenere gli altri. Cerchiamoli.

 

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Sì, ma da dove inizio?

In questi giorni, molti dei principali “guru” della comunicazione e del marketing stanno facendo quadrato per supportare gli imprenditori in questa fase difficile.

Marco Montemagno sta sostenendo la community con dei video, tra i quali quello dedicato a chi intraprende ai tempi del Coronavirus.

“In questi momenti deve uscire la nostra competenza, la nostra capacità di reiventarci ed inventarci una soluzione, la nostra capacità di intraprendere. Quando il mercato va bene, sono tutti fenomeni, quando le cose vanno di merda si vede se qualcuno è capace”.

 

Luca La Mesa, ha postato qualche giorno fa questo messaggio su tutti i social:

Luca La Mesa

“Come sempre, ne trarrà reale beneficio solo chi deciderà realmente di studiare, comprendendo che – seppur in un momento delicato – esiste un’opportunità che si può cogliere.”

 

Google mette a disposizione una piattaforma gratuita, Google Digital Training, attraverso la quale è possibile seguire corsi di Digital Marketing oppure imparare a promuovere la propria attività online.

Insomma, muoviamo le chiappe e diamoci di fare.

 

E voi cosa state facendo?

Stiamo sfruttando questo momento per sistemare il nostro sito che da anni non viene “rinfrescato” e stiamo studiando, tanto. Perché come diceva un ben noto film di Totò “Chi si ferma è perduto”.

Stiamo anche cercando di evitare spese inutili e di concentrare i nostri acquisti nei piccoli negozi, che in questo momento stanno soffrendo, forse più di altri.

Da tanto tempo siamo grandissimi sostenitori del telelavoro e dello smart working e dell’inutilità di certi spostamenti e di certi viaggi di lavoro. Siamo fortunati, la nostra vita non è stata (ancora) molto sconvolta dall’epidemia.
Siamo anche involontariamente diventati sostenitori della filosofia hygge (che si pronuncia “hugga”): creare un’atmosfera accogliente e godersi il bello della vita con le persone care. Non c’è niente di più hygge che starsene seduti tra amici e familiari  – mi raccomando pochi in questo momento – chiacchierando delle piccole e grandi cose della vita. Ma “hygge è anche mettere al centro delle nostre relazioni il benessere e l’empatia” (Aloia, Huepel).

Non siamo guru come Montemagno e come La Mesa, e nemmeno vogliamo esserlo. Siamo imprenditori di lungo corso che hanno  vissuto diversi momenti tosti. Facciamo volentieri quattro chiacchiere per conoscerci, confrontarci e sostenerci a vicenda.

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